Come il pronome “você” ha sostituito “tu” nel portoghese brasiliano

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Il pronome “você” è un elemento fondamentale della lingua portoghese in Brasile, che svolge un ruolo importante nella forma di trattamento e nell’interazione quotidiana. Sebbene si riferisca alla seconda persona singolare, il suo uso è grammaticalmente coniugato alla terza persona, rendendolo un pronome di cortesia. In questo articolo esploreremo le origini storiche di “você”, la sua evoluzione nel corso dei secoli, e le differenze nel suo utilizzo tra il Brasile e il Portogallo.

Origine e storia del pronome “você”

Il termine “você” deriva dall’espressione di cortesia “vossa mercê”, che significa “la vostra grazia” o “la vostra concessione”, un trattamento onorifico usato nei confronti di persone importanti, come i re e la nobiltà. Nel corso del tempo, “vossa mercê” si è trasformato in “vosmecê” e, successivamente, in “você”. La sua origine etimologica risale al XV secolo, quando “mercê” era usato per designare un trattamento riservato a personalità elevate, come i monarchi e i membri della corte. Con l’evoluzione della lingua, questa forma si diffuse tra la nobiltà e successivamente tra la borghesia.

Durante il XVI secolo, il trattamento di “vossa mercê” divenne sempre più comune tra i nobili e i fidalgos (aristocratici), mentre il “tu” veniva riservato alla classe popolare o alle situazioni familiari intime. Tuttavia, con l‘espansione del Regno di Portogallo e l’influenza della monarchia spagnola, la forma “você” cominciò a diffondersi come una forma di trattamento più formale, destinata a mantenere una certa distanza.

Il “você” in Portogallo e Brasile: differenze nell’uso

Sebbene “você” sia usato in entrambe le varianti linguistiche del portoghese, ci sono differenze significative nell’uso e nel significato di questo pronome tra il Brasile e il Portogallo.

In Portogallo

In Portogallo, “você” viene generalmente usato come un pronome più formale rispetto al Brasile, spesso per mantenere una distanza o per indicare rispetto. È più comune in contesti professionali o quando si parla con persone con cui non si ha una grande familiarità. In alcune famiglie portoghesi, l’uso di “você” è perfino riservato ai generi o alle nuore in segno di formalità, mentre altre persone, anche tra amici stretti, possono usare “você” al posto del più intimo “tu”.

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Questo comportamento linguistico è talvolta descritto come un modo per evitare eccessiva confidenza, e in effetti può sembrare che l’uso di “você” contribuisca a mantenere una certa distanza affettiva.

In Brasile

In Brasile, l’uso di “você” è molto più diffuso e informale, ed è usato comunemente in quasi tutte le situazioni quotidiane, anche tra amici e familiari. Questo pronome è percepito come meno formale rispetto a “tu”, ed è un segno di uguaglianza piuttosto che di distanza. Infatti, nella lingua parlata brasiliana, “você” è il pronome preferito per interagire con la maggior parte delle persone, indipendentemente dal livello di familiarità o rispetto.

Le differenze di uso tra i due paesi riflettono, in parte, le diverse influenze storiche e sociali che i due paesi hanno attraversato. Il Brasile, con la sua forte componente democratica e la maggiore diversità sociale, ha portato all’adozione di un linguaggio più inclusivo e informale, mentre in Portogallo la lingua ha mantenuto una struttura più gerarchica e formale.

La continua evoluzione del pronome “você”

Nel corso dei secoli, “você” ha continuato ad evolversi come simbolo della modifica dei rapporti sociali. Con l’introduzione di forme repubblicane e l’allontanamento dai trattamenti nobiliari, “você” ha perso gran parte della sua connotazione di trattamento onorifico. Al contrario, ha acquisito un carattere più neutro e versatile, specialmente nel portoghese brasiliano.

Nonostante la sua popolarità nel Brasile, in alcune zone del Portogallo il suo uso è ancora considerato un segno di distanza e formalità, e può essere usato per esprimere rispetto o distacco emotivo. Questo contrasto nell’uso del pronome ha portato a differenze nelle interazioni sociali e nei comportamenti linguistici tra i due paesi.

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