Dal 2026 in Portogallo si pagherà un deposito per ogni bottiglia comprata

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Dal 2026 in Portogallo si pagherà un deposito per ogni bottiglia comprata

A partire dal 10 aprile 2026, ogni bottiglia e lattina venduta in Portogallo avrà un deposito di circa 10 centesimi, rimborsabile al momento della restituzione. Una misura apparentemente semplice, ma destinata a trasformare in profondità il modo in cui il Paese gestisce i rifiuti, il riciclo e perfino la pulizia urbana.

Il nuovo sistema di deposito e ritorno nasce per rispondere alle richieste dell’Unione Europea e per colmare un ritardo storico: il Portogallo è tra i Paesi con il più basso utilizzo di materiali riciclati. L’iniziativa mira a migliorare il riciclo, ridurre le emissioni e allineare il Paese agli standard già consolidati nel resto d’Europa.

In questo articolo spieghiamo come funzionerà il sistema, cosa cambierà per i consumatori, e cosa possiamo imparare dai modelli di successo già attivi in altri Paesi, come il Pfand tedesco. Perché sì: a volte basta una moneta da dieci centesimi per cambiare le abitudini di un intero Paese.

Perché il Portogallo introduce il sistema SDR

L’introduzione del Sistema di Deposito e Ritorno (SDR) non è una scelta casuale, ma la conseguenza diretta delle pressioni dell’Unione Europea, che chiede ai Paesi membri di migliorare i propri tassi di riciclo e di ridurre drasticamente la quantità di rifiuti dispersi nell’ambiente. E il Portogallo, da questo punto di vista, parte da una situazione piuttosto critica.

Nel 2024 la quota di materiali riciclati nel Paese era appena del 3%, uno dei valori più bassi dell’intera UE e ben lontano dalla media europea. Un dato che evidenzia la necessità urgente di modernizzare il sistema di gestione dei rifiuti e di introdurre meccanismi che incentivino concretamente i cittadini a riciclare.

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Il nuovo sistema punta anche a ridurre fino a 109.000 tonnellate di CO₂ grazie al riutilizzo dei materiali, alla diminuzione della produzione di nuove confezioni e a una raccolta più efficiente. In pratica, l’SDR non è solo un meccanismo economico: è un progetto ambientale che mira a cambiare le abitudini di consumo, rendere le città più pulite e allineare il Portogallo agli standard già consolidati nel resto d’Europa.

Questa scelta va inoltre nella direzione di ridurre i rifiuti legati alla plastica, per la quale erano già state prese misure come l’obbligo di servire da bere in bicchieri di plastica dura restituibili agli esercenti o in apposite macchinette.

Come funzionerà il sistema SDR Portugal

Quanto si paga

Con l’entrata in vigore del nuovo sistema, ogni bottiglia e lattina fino a 3 litri avrà un deposito aggiuntivo di circa €0,10. La cifra verrà restituita al momento della riconsegna del contenitore. Restano esclusi alcuni prodotti non coperti dalla normativa europea, come vino, bevande alcoliche ad alta gradazione, latte e altri formati particolari.

Dove si restituiscono

Il sistema SDR sarà distribuito capillarmente in tutto il Paese.
Saranno attivi:

  • 2.500 macchine automatiche (RVM – Reverse Vending Machines),
  • 8.000 punti di raccolta manuale,
  • oltre a 50 chioschi automatici posizionati nelle aree di maggiore passaggio.

Questi punti saranno presenti non solo nei supermercati, ma anche in negozi di prossimità, bar, ristoranti, hotel e caffetterie, creando una rete diffusa che renderà facile per chiunque restituire i contenitori.

Come avviene il rimborso

Una volta depositate bottiglie o lattine, il cittadino potrà scegliere:

  • rimborso immediato in denaro,
  • oppure un voucher da utilizzare nello stesso punto vendita.

È prevista anche la possibilità, già adottata in altri Paesi, di donare l’importo a enti sociali, qualora venga integrata nel sistema definitivo.


Le infrastrutture dietro il sistema

Per gestire i volumi di materiale restituito, il Portogallo ha previsto la creazione di una rete complessa e moderna:

  • sei centri di selezione e consolidamento dei contenitori,
  • con due poli principali localizzati a Lisboa e Porto.

L’investimento complessivo stimato si aggira tra 100 e 150 milioni di euro, una cifra significativa che però genera un impatto economico positivo: si prevedono circa 1.500 nuovi posti di lavoro, diretti e indiretti, legati alla logistica, alla manutenzione delle macchine e alla gestione dei materiali riciclati.

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Confronto internazionale

La Germania e il sistema Pfand

Quando si parla di sistemi di deposito, la Germania rappresenta lo standard mondiale. Il celebre Pfand prevede un deposito variabile, generalmente tra €0,08 e €0,25, a seconda del materiale e del formato della confezione. Il risultato è un tasso di ritorno che supera stabilmente il 98%, uno dei più alti al mondo.

La forza del modello tedesco sta nell’organizzazione:

  • macchine di restituzione presenti ovunque,
  • regole nazionali uniformi,
  • etichette specifiche con il logo “Pfand” che eliminano ogni ambiguità per il consumatore.

Nel tempo, questo sistema ha creato un vero cambiamento culturale. In Germania una bottiglia vuota non è un rifiuto, ma un oggetto che ha valore economico. Non stupisce quindi che molte persone raccolgano contenitori abbandonati per ottenere piccoli guadagni e contribuire alla pulizia delle città.


Finlandia, Svezia, Norvegia

Nei Paesi nordici i deposit system esistono da decenni e funzionano in modo impeccabile.
Finlandia, Svezia e Norvegia registrano tassi di ritorno superiori al 90%, grazie a una combinazione di tecnologia avanzata, abitudini consolidate e forte sensibilità ambientale.

Le macchine sono intuitive, integrate con sistemi di pagamento elettronico e spesso collegate ad applicazioni che tracciano i rimborsi. Non è un caso che queste città siano tra le più pulite d’Europa: la presenza di un deposit system solido riduce drasticamente l’abbandono di rifiuti e favorisce un riciclo più efficiente.


Paesi senza deposito

In altri Paesi europei la situazione è molto diversa.
Francia ha aperto solo negli ultimi anni alcuni progetti pilota, ma non esiste ancora un sistema nazionale.
Italia discute di una riforma simile da quasi un decennio, ma il dibattito politico e gli interessi economici ne hanno rallentato l’adozione.

Il risultato? Una produzione di rifiuti più elevata, tassi di riciclo inferiori e una crescente pressione dell’UE affinché vengano introdotte misure obbligatorie. Qui il contenitore vuoto rimane, di fatto, un rifiuto — non un oggetto con valore.

Impatto sociale: i senzatetto e il “bottle collecting”

L’arrivo del nuovo sistema di deposito e ritorno in Portogallo potrebbe avere effetti positivi anche sul piano sociale, come dimostra l’esperienza di altri Paesi europei. In Germania, ad esempio, molti senzatetto raccolgono bottiglie e lattine abbandonate in parchi, stadi e cestini. Non si tratta solo di riciclo: è un modo dignitoso per ottenere un piccolo reddito. A seconda della zona e della presenza di eventi, questa attività può fruttare tra 5 e 25 euro al giorno.

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I benefici sono evidenti: le città restano più pulite, diminuisce l’abbandono dei rifiuti e si crea un vero e proprio ecosistema informale di “microlavoro ambientale”. In Portogallo, è plausibile che i senzatetto possano beneficiare economicamente del sistema SDR, contribuendo allo stesso tempo alla pulizia urbana, come già accade oggi con la raccolta informale di metalli e cartoni.


Critiche e punti controversi

Nonostante gli obiettivi ambientali chiari, il sistema SDR presenta alcune criticità. Il lancio, inizialmente previsto nel 2022, ha subito ritardi e slitterà al 10 aprile 2026, alimentando dubbi sull’effettiva organizzazione. Per i piccoli commercianti, la gestione dei contenitori restituiti potrebbe comportare problemi logistici e costi aggiuntivi.

Rimane anche da capire come reagiranno i cittadini: il Portogallo non ha una tradizione consolidata di deposit-return, quindi sarà necessario un periodo di adattamento e campagne informative per garantire l’adozione del sistema. Alcuni temono poi impatti sul turismo, soprattutto nelle zone più frequentate da visitatori stranieri, anche se l’esperienza di altri Paesi suggerisce che questi effetti siano minimi.


Benefici attesi per il Portogallo

Nonostante le criticità, i vantaggi attesi sono significativi. Il nuovo sistema promette città più pulite, soprattutto a Lisbona, Porto e lungo le coste dell’Algarve, un aumento del tasso di riciclo e una riduzione dei rifiuti su spiagge, fiumi e parchi.

Inoltre, la gestione dei contenitori porterà alla creazione di nuovi posti di lavoro “verdi” e contribuirà a ridurre i costi pubblici legati alla pulizia urbana. Ma forse il cambiamento più importante sarà culturale: trasformare un semplice contenitore in un piccolo valore economico e ambientale può avvicinare il Portogallo agli standard già consolidati nei Paesi del Nord Europa.

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