La prima maglia da professionista di Cristiano Ronaldo? È finita a casa di Gigi Di Biagio

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Gigi Di Biagio maglia esordio Cristiano Ronaldo

C’erano una volta uno stadio, una sera d’estate e un ragazzo con il numero 28 sulle spalle. Non era ancora il CR7 che oggi conosciamo, ma già allora qualcosa nei suoi occhi lasciava intendere che quel piede destro avrebbe raccontato molto al mondo.

L’anno era il 2002, lo stadio quello dello Sporting di Lisbona, e l’occasione l’andata dei preliminari di Champions League contro l’Inter.

Quella fu la prima partita ufficiale di un certo Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro, un diciassettenne di Madeira che sembrava danzare sul prato con la leggerezza di chi non ha nulla da perdere e la fame di chi vuole prendersi tutto.

Alla fine di quella sfida, finita 0-0, Cristiano fece qualcosa che molti giovani sognano di fare al debutto: si avvicinò a uno dei “grandi” e gli chiese di scambiare la maglia. Il destinatario della richiesta? Gigi Di Biagio, centrocampista dell’Inter, già veterano della Serie A e reduce da mille battaglie tra Roma, Milano e la Nazionale azzurra.

“Ronaldo venne da me e mi chiese la maglia”, ha raccontato anni dopo lo stesso Di Biagio. “A dire il vero io volevo scambiarla con Pedro Barbosa, il capitano dello Sporting, ma quando vidi quel ragazzino così determinato, come potevo dirgli di no?”

Un gesto semplice, quasi insignificante allora, che oggi assume un’aura romantica. Quella fu la prima maglia ufficiale della carriera di Cristiano Ronaldo. E finì a casa Di Biagio, dove oggi è uno dei cimeli più preziosi. “Ora ce l’ha mio figlio — aggiunse l’ex centrocampista — ed è felicissimo. Sa che quella è una maglia che vale più di tante parole.”

Probabilmente Di Biagio non si sarebbe mai aspettato che quel giorno aveva in mano la maglietta dell’esordio di uno dei più grandi calciatori si sempre e di un personaggio diventato icona globale.


Le formazioni quel giorno furono:

Sporting: Tiago; César Prates, Beto, Quiroga, Contreras (Ricardo Fernandes, 76m) e Rui Jorge; Rui Bento e Tonito (Cristiano Ronaldo, 58m), Pedro Barbosa, Niculae e Quaresma (Kutuzov, 69m)

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Allenatore: Lazslo Boloni

Inter: Toldo; Javier Zanetti, Cordoba, Materazzi e Coco; Sérgio Conceicão (Guly, 79m), Di Biagio (Almeyda, 65m), Dalmat e Morfeo; Kallon (Recoba, 66m) e Vieri.

Allenatore: Hector Cuper

Il destino ha senso dell’umorismo

Ed è qui che la storia prende una piega quasi cinematografica. Il 22 febbraio 2020, Cristiano Ronaldo gioca la sua millesima partita da professionista, questa volta con la maglia della Juventus, contro la SPAL. E chi siede sulla panchina avversaria? Proprio lui, Gigi Di Biagio, diventato allenatore dopo una vita da mediano.

È come se il tempo avesse deciso di chiudere il cerchio con una carezza. Diciassette anni dopo quel primo scambio, i due si ritrovano uno di fronte all’altro. Uno con cinque Palloni d’Oro, Champions League e gol a grappoli. L’altro, con la consapevolezza di aver avuto un piccolo ruolo in quella leggenda — un passaggio di testimone inconsapevole, ma simbolico.


Chi è Luigi Di Biagio

Classe 1971, romano, Luigi Di Biagio è stato uno dei centrocampisti più solidi e grintosi del calcio italiano anni ’90 e primi 2000. Ha indossato le maglie di Lazio, Roma, Inter e Brescia, e ha collezionato 31 presenze con la Nazionale italiana, prendendo parte al Mondiale del 1998 e all’Europeo del 2000.

Dopo il ritiro è diventato allenatore, guidando a lungo le giovanili dell’Italia — tra cui l’Under 21 — e per qualche partita la nazionale maggiore, prima di approdare alla SPAL in Serie A nel 2020. Forse non ha avuto la carriera scintillante di altri colleghi, ma è entrato nella leggenda per un gesto semplice, da uomo di calcio vero: dire “sì” a un ragazzino che un giorno sarebbe diventato leggenda.


Un debutto che cambiò tutto

Per la cronaca, quella partita del 2002 fu il primo indizio di qualcosa di grande. Ronaldo non segnò, ma lasciò il segno. Lo fece nei dribbling, nella corsa, nella determinazione. L‘Inter vinse 2-0 al ritorno, ma ciò che tutti ricordarono fu quel giovane dalle gambe affilate e dallo sguardo feroce. Tra l’altro al ritorno segno anche Di Biagio.

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In tribuna, gli osservatori del Manchester United presero nota. Pochi mesi dopo, Cristiano era già a Manchester, pronto a scrivere il primo capitolo della sua epopea.


Oggi, quella maglia è leggenda

Chissà se Di Biagio, nel vedere quel numero 28 avvicinarsi con la faccia da ragazzino e la voglia di lasciare il segno, abbia intuito qualcosa. Forse no. Ma oggi, ogni volta che guarda quella maglia incorniciata, sa di essere stato testimone privilegiato del primo battito d’ali di un’aquila.

E quella maglia — la prima maglia ufficiale di Cristiano Ronaldo — è molto più di un semplice pezzo di stoffa. È un pezzo di storia.

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