Perché Lagos in Nigeria ha un nome portoghese?
Lagos è oggi uno dei simboli più potenti della modernità africana. Una metropoli sterminata, caotica, iperattiva, dove convivono finanza, tecnologia, traffico infinito e una crescita demografica che sembra non fermarsi mai.
È la capitale economica della Nigeria e una delle città più grandi dell’intero continente africano. Proprio per questo, il suo nome continua a sorprendere: perché una città africana così centrale si chiama Lagos, un nome inequivocabilmente portoghese?
La risposta affonda le radici nella stagione delle grandi esplorazioni marittime, quando il Portogallo guardava all’oceano come a una strada da percorrere più che come a un confine. Per capirla davvero, però, bisogna tornare in Europa, più precisamente nel sud del Portogallo, in Algarve, nella città da cui tutto ha avuto origine.
Lagos, in Portogallo, si trova sulla costa dell’Algarve ed è oggi conosciuta soprattutto come destinazione turistica. Ma nel XV secolo il suo ruolo era ben diverso. All’epoca, Lagos era un porto strategico fondamentale, uno dei centri nevralgici dell’espansione marittima portoghese. Da qui salpavano navi, esploratori e mercanti diretti verso le coste africane, aprendo rotte che avrebbero cambiato per sempre la storia del mondo.
Non a caso, Lagos fu una delle basi operative delle esplorazioni portoghesi lungo l’Atlantico. In un’epoca in cui il Portogallo costruiva il proprio impero sul mare, la città rappresentava un punto di collegamento essenziale tra il regno e i territori “scoperti” oltre l’Europa.
Anche il nome racconta molto di questa storia. “Lagos” deriva dal latino lacus, che significa “laghi” o “acque”, un riferimento diretto alla conformazione geografica della zona, caratterizzata da insenature, corsi d’acqua e ambienti lagunari. Un nome legato al paesaggio, ma destinato a viaggiare lontano.
Con il tempo, Lagos è diventata qualcosa di più di una semplice città portuale: è diventata un simbolo dell’espansione portoghese nel mondo, un nome familiare che i navigatori portarono con sé sulle coste africane. Ed è proprio così che, secoli dopo, quel nome sarebbe riemerso dall’altra parte dell’Atlantico, dando identità a una città destinata a superare di gran lunga la sua “madre” europea.
L’arrivo dei portoghesi sulle coste della Nigeria
Nel XV secolo, mentre le navi portoghesi iniziavano a spingersi sempre più a sud lungo la costa africana, dopo gli insediamenti nel Nord Africa, i primi contatti con l’Africa occidentale divennero sistematici. I navigatori lusitani non arrivarono in un territorio “vuoto”, ma entrarono in contatto con società già strutturate e potenti, tra cui il Regno del Benin, uno degli stati più influenti della regione.
I rapporti iniziali furono soprattutto commerciali. Avorio, pepe, olio di palma e altri beni circolavano lungo le rotte atlantiche, creando una rete di scambi che legava l’Europa alle coste del Golfo di Guinea. In questo contesto, i portoghesi stabilirono un insediamento costiero in una zona abitata dal popolo yoruba, il cui nome originario era Eko.
Fu proprio qui che avvenne il passaggio simbolico più importante: i portoghesi ribattezzarono l’insediamento Lagos, in omaggio alla città dell’Algarve da cui erano partite molte delle spedizioni. Un nome europeo applicato a una realtà africana, secondo una logica che all’epoca era tutt’altro che eccezionale.
Perché proprio “Lagos”?
Dare ai nuovi porti nomi familiari era una pratica comune dei portoghesi. Non si trattava solo di nostalgia, ma di un modo per rendere riconoscibili i luoghi all’interno della propria geografia mentale e commerciale. Riprodurre la “geografia di casa” nel mondo significava affermare una presenza, trasformare spazi lontani in nodi di una rete controllabile.
Lagos divenne così un punto strategico per il commercio marittimo, grazie alla sua posizione e alla facilità di accesso dal mare. Con il tempo, la città entrò anche nei circuiti della tratta atlantica, un capitolo oscuro e centrale della storia globale, che contribuì profondamente allo sviluppo economico europeo e alle devastazioni sociali africane.
Nonostante i cambiamenti politici e le successive dominazioni coloniali, il nome portoghese rimase. Lagos continuò a chiamarsi Lagos, anche quando il Portogallo aveva ormai perso ogni influenza diretta sulla regione.
Da Lagos portoghese a Lagos britannica (e nigeriana)
A partire dal XVII secolo, l’influenza portoghese sulla costa nigeriana iniziò a declinare, mentre altre potenze europee, in particolare la Gran Bretagna, rafforzavano la propria presenza. Nel corso dell’Ottocento, Lagos passò sotto il controllo britannico, diventando parte integrante dell’impero coloniale inglese.
Sotto l’amministrazione britannica, la città si trasformò ulteriormente e assunse un ruolo centrale nell’organizzazione politica ed economica della colonia. Lagos divenne la capitale della Nigeria, ruolo che mantenne fino al 1991, quando la capitale fu ufficialmente spostata ad Abuja.
Eppure, nonostante il dominio britannico e l’indipendenza della Nigeria nel 1960, il nome Lagos non venne mai cambiato. È rimasto come una eredità storica portoghese, una traccia linguistica che sopravvive ai secoli e ai cambiamenti di potere, collegando ancora oggi una megalopoli africana a una città dell’Algarve.
“I portoghesi fondarono Lagos, ma non hanno mai scoperto la Nigeria”
Nel 2019, una frase pronunciata dal diplomatico portoghese Jorge Fernandes ha riportato al centro dell’attenzione un paradosso storico poco discusso. In un’intervista all’agenzia Lusa, ripresa anche da RTP, Fernandes affermò che «i portoghesi fondarono Lagos, ma non hanno mai scoperto la Nigeria». Una dichiarazione forte, ma rivelatrice.
Il senso non era storico, bensì politico ed economico. Da un lato, esiste un legame profondo che risale al XV secolo, quando i portoghesi diedero nome a quella che oggi è la più grande città nigeriana. Dall’altro, nel presente, i rapporti tra Portogallo e Nigeria appaiono sorprendentemente deboli, soprattutto se confrontati con il potenziale del paese africano.
Fernandes denunciava l’assenza di una delegazione AICEP (l’Agenzia per l’Investimento e il Commercio Estero portoghese) in Nigeria, nonostante Lagos sia la capitale economica della più grande economia africana. Una mancanza che, secondo il diplomatico, non era giustificata né da motivi di sicurezza né da fattori strutturali, ma piuttosto da una visione miope delle relazioni internazionali.
Nel suo intervento emergeva anche un’altra critica ricorrente: la storica ossessione del Portogallo per l’Angola, che ha finito per oscurare altri mercati africani strategici. Mentre Lagos cresceva fino a diventare una megalopoli globale, il Portogallo restava ai margini, come se quel nome condiviso non fosse mai esistito.
Un’eredità storica dimenticata
Il caso di Lagos mette in evidenza un contrasto netto. Da un lato c’è il passato esplorativo e coloniale, in cui il Portogallo era una potenza marittima capace di lasciare tracce durature in ogni angolo del mondo. Dall’altro c’è il presente geopolitico ed economico, in cui quei legami sembrano essersi dissolti, trasformandosi in semplici note a margine della storia.
Il confronto tra le due Lagos è emblematico. Lagos, in Nigeria, è una megalopoli da decine di milioni di abitanti, motore economico, culturale e tecnologico dell’Africa occidentale. Lagos, in Portogallo, è oggi una città storica e turistica, affacciata sull’Atlantico, custode di un passato glorioso ma lontano.
Eppure, il nome è lo stesso. Ed è forse proprio questo nome l’ultimo filo visibile di una relazione interrotta: una parola che sopravvive ai secoli, alle colonizzazioni e ai cambiamenti di potere, ricordando che la storia non scompare mai del tutto, anche quando sembra essere stata dimenticata.