La controversa installazione di Hitler a Serralves é opera di Maurizio Cattelan
Chi entra nella cappella della Casa de Serralves viene accolto da una scena che sembra sospesa nel tempo. Una figura inginocchiata, di spalle, raccolta in silenziosa preghiera. Il corpo è piccolo, fragile, quasi infantile, e l’ambiente sacro rafforza l’idea di innocenza e devozione. Solo avvicinandosi si produce lo shock: quella che appare come una bambina è in realtà Adolf Hitler.
È questo il cuore perturbante di “Him” (2001), una delle opere più controverse di Maurizio Cattelan, artista italiano tra i più riconosciuti e discussi della scena contemporanea internazionale.
Negli ultimi giorni l’installazione è diventata virale sui social network, proprio mentre la mostra che la ospita sta per chiudere. “Sussurro”, in programma alla Casa de Serralves, a Porto, resterà visitabile solo fino a domenica 18 gennaio, ma il dibattito che ha riacceso sembra destinato a durare ben oltre la fine dell’esposizione.
Fotografie e video dell’opera hanno invaso Instagram, X e TikTok, accompagnati da centinaia di commenti. Le reazioni sono profondamente divise. C’è chi accusa Cattelan di banalizzare il male assoluto o di profanare uno spazio religioso, e chi invece difende l’opera come un atto necessario di confronto con la memoria storica europea. Proprio questo cortocircuito morale è da sempre uno degli strumenti principali dell’artista.
“Him” raffigura Hitler inginocchiato in preghiera, in una postura tradizionalmente associata all’umiltà, al pentimento e alla richiesta di perdono. Il contrasto con l’identità del personaggio rappresentato — il responsabile di uno dei più grandi genocidi della storia — genera un conflitto immediato nello spettatore. L’opera non offre risposte, ma obbliga a porsi domande scomode: può il male chiedere perdono? E soprattutto, siamo disposti a guardarlo in faccia?
Non è un caso che un’opera di questo tipo sia firmata da un artista italiano. Nato a Padova nel 1960, Maurizio Cattelan ha costruito la propria carriera sull’irriverenza, sulla provocazione e su una critica feroce ai simboli del potere — politico, religioso e culturale. La sua italianità emerge non tanto nei temi quanto nell’approccio: una combinazione di sarcasmo, tragedia e teatralità che affonda le radici nella storia e nella cultura europea.
“Him” fa parte di “Sussurro”, una retrospettiva che riunisce 26 opere di Cattelan, prodotta dalla Fondazione Serralves e curata da Philippe Vergne. La mostra è stata concepita appositamente per la Casa de Serralves e per il parco circostante, e attraversa alcuni dei temi più ricorrenti nella produzione dell’artista: il fascismo, la religione, la morte, la colpa, la memoria storica e l’ambiguità morale.
Cattelan è diventato una figura pop globale nel 2019 con “Comedian”, la celebre banana fissata al muro con del nastro adesivo, venduta per oltre sei milioni di euro e trasformata in un simbolo dell’assurdità del mercato dell’arte contemporanea. Anche questa opera è presente a Serralves, ma non è quella che sta suscitando maggiore attenzione. A catalizzare lo sguardo e le polemiche è oggi “Him”, dimostrazione di come l’artista italiano continui, a distanza di oltre vent’anni, a colpire nel punto più sensibile della coscienza collettiva europea.
Il percorso espositivo include altre opere iconiche: “La Nona Ora” (1999), in cui Papa Giovanni Paolo II giace a terra colpito da un meteorite; “Novecento” (1997), un cavallo sospeso e sconfitto, metafora del peso della storia; e, nel parco, “L.O.V.E.”, il celebre dito medio eretto, diventato uno dei gesti artistici più riconoscibili di Cattelan nello spazio pubblico.
Completano la mostra una Cappella Sistina in miniatura, stormi di piccioni immobili e figure che oscillano costantemente tra il grottesco e il familiare, cifra stilistica di un artista che non cerca consenso ma reazione.
La mostra “Sussurro” può essere visitata fino a domenica 18 gennaio. Il biglietto intero costa 24 euro e include l’accesso a tutti gli spazi della Fondazione Serralves: museo, parco, Casa de Serralves, Casa do Cinema Manoel de Oliveira e Treetop Walk. I biglietti sono disponibili online o in biglietteria.