“A Minha Casinha”: la canzone che unisce il Portogallo
In Portogallo, poche canzoni riescono a evocare un senso di appartenenza, nostalgia e orgoglio nazionale quanto “A Minha Casinha”.
Dalle sue origini cinematografiche negli anni ’40 alla sua trasformazione in un inno rock cantato negli stadi, questa semplice melodia ha saputo attraversare generazioni, stili musicali e contesti storici, diventando una delle colonne sonore più amate dal popolo portoghese.
Le origini di “A Minha Casinha”: una canzone nata dal cinema
“A Minha Casinha” nasce nel 1943 come brano della colonna sonora del film portoghese O Costa do Castelo, una commedia romantica ambientata a Lisbona.
La canzone fu composta da António Melo, con testo di João Silva Tavares, e interpretata per la prima volta dalla cantante e attrice Milú, accompagnata dalla prestigiosa Orquestra de Variedades da Emissora Nacional, diretta dal maestro Fernando de Carvalho. La melodia, pensata come un fado dolce e nostalgico, si distingueva per la sua semplicità e immediatezza.
Il testo parla di una piccola casa — casinha — simbolo di intimità, radici, sicurezza. Un luogo modesto, ma pieno di affetto:
“Não há nada como o meu lar”
(Non c’è niente come casa mia)
Per un paese tradizionalmente legato alla famiglia, alla terra e al senso del “fado” — quel destino spesso malinconico ma accettato con dignità — il messaggio risuonava profondamente.
La rinascita con gli Xutos & Pontapés
Nel 1986, durante un concerto al leggendario Rock Rendez-Vous di Lisbona, la band rock portoghese Xutos & Pontapés decise di reinterpretare “A Minha Casinha”. All’epoca, i Xutos erano il volto più riconoscibile del rock portoghese e rappresentavano la ribellione musicale della gioventù post-rivoluzione dei garofani.
Nel 1988, la loro versione entra ufficialmente nell’album 88 e da allora non è più uscita dal repertorio della band. L’arrangiamento cambia radicalmente: via l’orchestra, dentro chitarre elettriche, basso, batteria e sintetizzatori. Il testo viene accorciato, alcune parole modificate, ma il significato profondo — l’importanza del “ritorno a casa” — rimane intatto.
Con questa versione, la canzone non è più solo un classico nostalgico, ma diventa un inno collettivo, cantato nei concerti per chiudere ogni esibizione con un momento di unione emotiva tra band e pubblico.
Un inno nazionale non ufficiale
Il momento di massima consacrazione di “A Minha Casinha” arriva nel 2016, quando il Portogallo conquista per la prima volta il Campionato Europeo di calcio. Nella notte del trionfo al Stade de France, migliaia di tifosi portoghesi intonano spontaneamente questa canzone, trasformandola da semplice brano musicale in un vero e proprio inno del popolo.
Il giorno dopo, anche la nazionale portoghese di calcio la adotta ufficialmente: i giocatori la cantano davanti al Presidente della Repubblica, Marcelo Rebelo de Sousa, durante la parata celebrativa a Lisbona, preferendola persino alla canzone ufficiale del torneo (Portugal di Pedro Abrunhosa).
Da quel momento in poi, “A Minha Casinha” entra nell’immaginario collettivo come emblema dell’identità nazionale portoghese: un richiamo alle proprie radici, alla semplicità, al calore della casa e della comunità.
Un’eredità culturale
Il brano ha continuato a vivere anche dopo la scomparsa di uno dei suoi protagonisti. Nel 2018, durante un concerto a Lisbona, i Metallica hanno voluto rendere omaggio a Zé Pedro, chitarrista storico dei Xutos & Pontapés, morto pochi mesi prima. La band americana ha suonato “A Minha Casinha”, lasciando il pubblico portoghese commosso e sorpreso, a dimostrazione della portata internazionale del brano e del rispetto che ispira anche fuori dai confini nazionali.
Nel 2021, persino Netflix ha scelto questa canzone per promuovere in Portogallo l’uscita della nuova stagione della popolare serie La Casa de Papel, commissionando una versione speciale ai Xutos & Pontapés. Ancora una volta, “A Minha Casinha” si conferma una canzone capace di reinventarsi senza mai perdere la propria essenza.
Perché significa così tanto per i portoghesi?
Nel profondo del cuore portoghese, “A Minha Casinha” rappresenta più di una casa: è un rifugio interiore, una memoria dell’infanzia, della famiglia, dei valori autentici. È la risposta musicale alla saudade — il sentimento di nostalgia dolce e struggente che definisce l’anima lusitana.
Questa canzone riesce a unire diverse generazioni: dai nonni che ricordano la versione di Milú, ai giovani cresciuti con i Xutos & Pontapés, fino ai bambini che oggi la cantano negli stadi. È popolare, ma non banale. È semplice, ma non superficiale. È portoghese, fino al midollo.
“A Minha Casinha” è un pezzo di Portogallo. È quella melodia che risuona tra le strade acciottolate di Lisbona, nei cori da stadio, nei concerti rock, nei film in bianco e nero. È la colonna sonora di un popolo che sa essere malinconico ma anche fiero, nostalgico ma sempre accogliente. E continuerà a esserlo, ogni volta che qualcuno canterà:
“Não há, não há, não há… como a minha casinha.”