Un cuore, mille nomi: la storia dei gelati Heartbrand da Algida fino a Kibon e Olá

0
Un cuore, mille nomi: la storia dei gelati Heartbrand da Algida fino a Kibon e Olá

C’è un logo che tutti nel mondo conoscono: un cuore rosso e bianco che richiama l’estate, il piacere e la freschezza. Un simbolo che attraversa continenti, culture e lingue, ma che ognuno chiama in modo diverso. Ognuno chiama in fatti il logo a forma di cuore in un modo diverso ma tutti sanno cosa significa.

In Brasile è Kibon, in Portogallo è Olá, in Italia è Algida, in Spagna è Frigo e l’elenco potrebbe andare avanti molto più a lungo.

Il gelato è molto più di un semplice dessert: è il simbolo dell’estate, di un sorriso improvviso, di un ricordo che sa di mare e di infanzia. Dietro a quel cuore rosso che vediamo sui chioschi e nei freezer dei bar c’è Heartbrand, il marchio globale creato da Unilever per riunire sotto un’unica identità brand storici e amatissimi.

In questo articolo ripercorriamo le origini e l’evoluzione dei brand che hanno fatto la storia del gelato, con un’attenzione speciale a Brasile e Portogallo, senza dimenticare le radici europee rappresentate da Algida e Frigo.

Heartbrand: origine e identità visiva comune

Prima della nascita di Heartbrand, il panorama dei gelati nel mondo era una mappa complessa di marchi locali, spesso iconici nei rispettivi paesi, ma senza alcuna connessione tra loro. In ogni nazione, Unilever – multinazionale anglo-olandese nata nel 1930 dalla fusione di Margarine Unie e Lever Brothers e attiva in alimentari, detergenti e prodotti per la casa – aveva acquisito brand storici di gelato: Kibon in Brasile, Olá in Portogallo, Algida in Italia, Frigo in Spagna e molti altri.

Ogni marchio aveva una forte identità nazionale, una clientela affezionata e decenni di storia alle spalle. Tuttavia, dall’altra parte, Unilever si trovava a dover gestire produzioni, marketing e logistica sparse in oltre 40 paesi, con marchi diversi, packaging differenti e campagne pubblicitarie scollegate. La sfida era enorme: come creare una coerenza globale senza alienare i consumatori locali?

La soluzione arrivò nel 1998 con la creazione di Heartbrand. La multinazionale decise di unificare tutti i brand sotto un unico logo riconoscibile, il celebre cuore rosso e bianco, simbolo immediato di freschezza, piacere e convivialità. Tuttavia, il passo più delicato fu lasciare intatti i nomi storici. Unilever comprese che marchi come Kibon, Olá, Algida o Frigo avevano un valore emotivo enorme per i consumatori locali: cancellarli avrebbe rischiato di rompere quel legame affettivo consolidato negli anni.

Così nacque il compromesso perfetto: stessa identità visiva, marchi storici preservati. Ovunque nel mondo, il cuore Heartbrand comunica familiarità e riconoscibilità immediata, mentre il nome sul gelato racconta la storia locale e mantiene vivo il legame con la tradizione nazionale. Un esempio di branding globale che riesce a coniugare strategia internazionale e rispetto delle radici locali, trasformando il gelato in un linguaggio universale.

LEGGI ANCHE  Perché in tanti paesi le arance si chiamano Portogallo?

Kibon (Brasile) – la storia e l’evoluzione dell’Heartbrand in America Latina

La storia di Kibon inizia nel 1941, quando il nordamericano U.S. Harkson, fuggito dalla Cina a causa della Seconda Guerra Sino-Giapponese, insieme al manager commerciale John Kent Lutey, decise di investire in Brasile. Dopo aver valutato diversi paesi sudamericani, si fermarono a Rio de Janeiro, dove acquistarono una piccola fabbrica di gelati in difficoltà, la Gato Preto, e la trasformarono nella prima Kibon.

I primi anni non furono facili. La produzione era limitata da problemi legati alla Seconda Guerra Mondiale, con razionamenti di zucchero e latte e difficoltà a reperire macchinari adeguati. Nonostante ciò, Kibon riuscì a sorprendere il mercato: nei primi fine settimana di vendita vennero distribuiti milioni di gelati, utilizzando i primi carrettini refrigerati che giravano per le strade di Rio, portando il gelato direttamente tra la gente.

I prodotti iconici nacquero subito: Eskibon, un gelato ricoperto di cioccolato, e Chicabon, il primo gelato al cioccolato e crema, che avrebbero segnato la storia del marchio. Negli anni successivi, la società si sviluppò rapidamente, fino ad essere acquistata dalla General Foods nel 1965 e, infine, a entrare a far parte della multinazionale Unilever nel 1997.

Oggi Kibon è uno dei pilastri del portafoglio Heartbrand in America Latina. I suoi prodotti, dal classico Chicabon ai gelati di frutta come Fruttare, continuano a essere tra i più amati dai brasiliani. Il marchio non è solo una storia di successo commerciale: rappresenta un pezzo di memoria collettiva, legato all’infanzia, alle estati sulle spiagge di Rio e alle tradizioni familiari. Per Unilever, Kibon resta una leva fondamentale nel mercato latinoamericano, simbolo di un brand globale che sa parlare al cuore dei consumatori locali.

Olá (Portogallo) – storia e caratteristiche

La storia di Olá inizia nel 1959, quando la fabbrica di gelati a Santa Iria de Azóia venne acquisita e ribattezzata grazie a una partnership tra Unilever e il gruppo portoghese Jerónimo Martins. L’obiettivo era chiaro: introdurre gelati di alta qualità in Portogallo, portando innovazione nel mercato locale senza snaturare i gusti e le tradizioni dei consumatori portoghesi.

Fin dai primi anni, Olá si distinse per la creatività dei suoi prodotti. Gelati come Epá, il classico stecco ricoperto di cioccolato, Perna de Pau, con forme divertenti e abbondanza di cioccolato, e il Cornetto di fragola, adattamento locale del classico Cornetto, divennero subito simboli della marca. Negli anni successivi Olá ha continuato a espandere la propria gamma, includendo varianti stagionali, edizioni limitate e gelati rivolti ai gusti dei più piccoli, mantenendo sempre un forte legame con il consumatore portoghese.

Il posizionamento del marchio in Portogallo è stato strategico: Olá non è solo un produttore di gelati, ma un brand che crea ricordi e momenti condivisi. La sua presenza capillare, dai supermercati ai chioschi sulle spiagge, passando per eventi locali e campagne pubblicitarie mirate, ha consolidato la fiducia e l’affezione dei consumatori. La marca ha saputo trasformare ogni gelato in un piccolo rituale di piacere quotidiano, riuscendo a rimanere un punto di riferimento familiare e culturale in tutto il paese.

LEGGI ANCHE  Perché le onde di Nazaré sono le piú alte del mondo?

Oggi, come parte del portafoglio Heartbrand, Olá continua a combinare tradizione e innovazione, mantenendo il cuore rosso e bianco come simbolo universale che collega i consumatori portoghesi al resto del mondo dei gelati Unilever.

Frigo (Spagna) – radici e sviluppo

La storia di Frigo ha inizio nel 1927 a Barcellona, con la fondazione di Industrias Frigoríficas de Alimentación, un’impresa locale dedicata alla produzione e distribuzione di prodotti surgelati. Negli anni successivi l’azienda si concentrò sempre più sui gelati, conquistando una posizione di rilievo nel mercato spagnolo grazie alla qualità dei prodotti e alla capacità di innovare.

Nel 1973, Frigo entrò a far parte del gruppo Unilever, dando il via a una fase di specializzazione e consolidamento. L’obiettivo era chiaro: integrare il marchio in un contesto internazionale, pur preservandone l’identità e la forte presenza nel mercato locale.

Frigo si distinse per la creazione di prodotti iconici e originali, oggi parte del patrimonio collettivo spagnolo: gelati come Drácula, dagli stecchi a forma di pipistrello, Frigodedo, Frigopie, Calippo, Twister e la variante spagnola del Magnum, chiamata Magnum Frac, diventarono simboli riconoscibili di qualità e divertimento.

Con l’arrivo del logo Heartbrand nel 1998, Frigo adottò la stessa identità visiva dei marchi internazionali Unilever, pur mantenendo i propri nomi storici. Il cuore rosso e bianco divenne così un segno di continuità globale, che collega la tradizione spagnola alla rete mondiale dei gelati Unilever, senza intaccare la familiarità e l’affetto dei consumatori locali.

Oggi Frigo rappresenta un equilibrio perfetto tra storia e modernità, tra identità nazionale e visione globale, confermandosi come uno dei marchi più amati e riconoscibili in Spagna.

Algida (Italia) – origini e identità

La storia di Algida inizia nel 1946 a Roma, quando Italo Barbiani e Alfred Wiesner fondarono una piccola azienda di gelati, con l’ambizione di portare qualità e innovazione in un mercato italiano ancora segnato dalla Seconda Guerra Mondiale. I due fondatori riuscirono a combinare esperienza tecnica e spirito imprenditoriale, dando vita a una realtà che avrebbe rapidamente conquistato i cuori degli italiani.

Il nome “Algida”, dal latino che significa “freddo” o “gelido”, sintetizza perfettamente l’essenza del brand: prodotti che evocano freschezza e piacere, capaci di trasformare un semplice momento in un’esperienza unica. Negli anni, Algida è passata da gelateria artigianale a marchio leader del mercato italiano, grazie a prodotti storici come il Cornetto Classico, il Cucciolone e il Maxibon, che ancora oggi mantengono un legame forte con la tradizione italiana.

Nel 1998, con l’arrivo di Heartbrand, Algida adottò il celebre logo del cuore rosso e bianco, entrando a far parte della rete globale di Unilever. La trasformazione non cancellò la sua identità: il cuore conferì una riconoscibilità immediata a livello internazionale, mentre Algida mantenne i propri nomi, prodotti e campagne pubblicitarie locali, rafforzando ulteriormente il legame emotivo con i consumatori.

LEGGI ANCHE  Che cos'é il Sistema Onomastico Romano?

Oggi Algida rappresenta un perfetto equilibrio tra storia e innovazione, tradizione italiana e visione globale. È un marchio che continua a reinventarsi con nuove proposte e varianti, pur restando fedele al suo spirito originale: portare gioia e freschezza in ogni assaggio di gelato.

Altri marchi Heartbrand nel mondo

Oltre a Kibon, Olá, Frigo e Algida, Heartbrand comprende numerosi altri marchi locali, ciascuno con la propria storia e identità, ma tutti riconoscibili grazie al cuore rosso e bianco. In Germania il marchio è noto come Langnese, in Francia come Miko, in Regno Unito e Cina come Wall’s, mentre in Australia e Nuova Zelanda il gelato è firmato Streets. In India esiste Kwality Wall’s, in Israele Strauss, in Messico Holanda, e in Sri Lanka Cargills.

Immagine di Lingue.Maps

Questa rete globale dimostra come Unilever abbia saputo adattare i propri marchi ai mercati locali, rispettando tradizioni e gusti, pur mantenendo una identità visiva coerente. Ogni nome racconta una storia, ma il cuore Heartbrand unisce tutti i consumatori sotto lo stesso simbolo universale, rendendo i gelati riconoscibili e familiari in ogni parte del mondo.

Strategie di branding, marketing e simbolismo

Il cuore Heartbrand è molto più di un semplice logo: è un elemento di branding universale, riconoscibile in decine di paesi, che trasmette immediatamente freschezza, piacere e convivialità. Grazie a questa coerenza visiva, tutti i marchi sotto l’ombrello Heartbrand – da Kibon a Olá, da Algida a Frigo – comunicano un’identità condivisa, pur mantenendo i propri nomi storici e prodotti iconici.

Ogni marchio si adatta alle tradizioni e ai gusti locali, offrendo varianti e sapori specifici che parlano al consumatore del paese. Ma non è solo una questione di gusto: le campagne pubblicitarie puntano sulla comunicazione emotiva, evocando ricordi d’infanzia, momenti di festa e convivialità, legati all’estate, alle spiagge e alle occasioni speciali. Il messaggio è chiaro: il gelato non è solo un alimento, è un’esperienza di felicità condivisa.

Heartbrand investe anche nell’innovazione di prodotto e packaging, con una crescente attenzione alla sostenibilità: confezioni riciclabili, materie prime di qualità e soluzioni più ecologiche rappresentano oggi un elemento distintivo dei brand.


Il contributo culturale e sociale dei marchi

I gelati Heartbrand non sono solo prodotti alimentari: sono parte integrante della cultura popolare. In Brasile, Kibon accompagna le estati nelle spiagge di Rio; in Portogallo, Olá è simbolo di momenti familiari e gelaterie storiche; in Italia, Algida fa parte del patrimonio emotivo collettivo. Ogni marchio diventa così marcatore identitario, evocando più del semplice gelato, ma memorie, emozioni e tradizioni locali.

Inoltre, molti dei brand Heartbrand partecipano a iniziative sociali e campagne culturali, rafforzando la relazione con i consumatori attraverso pubblicità emozionali e momenti di aggregazione, consolidando la percezione di fiducia e familiarità.


Prospettive e sfide future

Il mercato dei gelati è in continua evoluzione. Cresce la domanda di prodotti meno zuccherati, vegani o plant-based, con un occhio alla sostenibilità ambientale. Allo stesso tempo, le aziende affrontano sfide legate ai costi delle materie prime, alla logistica e alle regolamentazioni locali.

Per rispondere a queste tendenze, Heartbrand investe in innovazione di prodotto e packaging, con soluzioni più ecologiche e responsabili, e utilizza le opportunità digitali per coinvolgere i consumatori, creare esperienze immersive e rafforzare il legame emotivo con il marchio. Il futuro dei gelati Heartbrand sarà quindi un equilibrio tra tradizione, innovazione e sostenibilità, continuando a portare gioia in ogni angolo del mondo.

Author

  • Alan De Ambrogi autore Portogallo lisbona magazine

    Residente a Lisbona dal 2020, laureato in marketing, coniuga la sua passione per i viaggi con l'amore per la scoperta di nuove culture. La sua penna trasmette esperienze uniche e riflessioni ispirate dai luoghi che esplora.

    Visualizza tutti gli articoli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *