Lisbona e il fenomeno della falsa droga: il Governo vuole introdurre un nuovo reato
Chi passeggia per la Baixa di Lisbona, soprattutto nelle strade più frequentate dai turisti, potrebbe essere avvicinato da qualcuno che propone hashish, marijuana o altre sostanze stupefacenti. Ma in molti casi quello che viene offerto non è affatto droga.
Si tratta del cosiddetto louro prensado, letteralmente “alloro pressato”: foglie di alloro e altri materiali vengono compressi fino ad assumere un aspetto simile a quello dell’hashish e poi venduti come se fossero vere sostanze stupefacenti. Tra i prodotti utilizzati per queste imitazioni sono stati segnalati anche gesso e talco.
Il fenomeno non è nuovo, ma nelle ultime settimane è tornato al centro dell’attenzione in Portogallo. Il motivo è un episodio di violenza avvenuto nella Baixa di Lisbona e, soprattutto, la decisione del Governo di preparare una modifica legislativa per rendere più facile perseguire chi vende queste sostanze facendole passare per droga.
Che cos’è il “louro prensado”
Il nome portoghese significa letteralmente “alloro pressato” e descrive uno dei prodotti più conosciuti utilizzati nelle vendite di falsa droga.
Il meccanismo è piuttosto semplice: il materiale viene lavorato e pressato in modo da ricordare nell’aspetto una tavoletta di hashish. Successivamente viene proposto ai passanti, spesso stranieri, come se fosse una vera sostanza stupefacente.
L’obiettivo non è quindi vendere una droga di bassa qualità, ma convincere il cliente di stare acquistando una droga quando in realtà sta comprando un prodotto completamente diverso.
Secondo la PSP, oltre all’alloro vengono utilizzati anche altri materiali, tra cui polvere di talco e gesso. La polizia sottolinea inoltre che il fenomeno è conosciuto da più di vent’anni e non è esclusivo di Lisbona: episodi simili sono stati registrati anche in altre zone portoghesi caratterizzate da una forte presenza turistica, tra cui Porto e Algarve.
Perché è diventato un problema nella Baixa
La presenza di questi venditori nel centro di Lisbona non è una novità per chi vive in città.
Il fenomeno si concentra soprattutto nelle aree con un’elevata presenza di turisti e una intensa attività commerciale e notturna. La Baixa, con Rua Augusta, Rossio e le strade circostanti, rappresenta quindi uno dei luoghi dove questo tipo di vendita è più visibile.
Negli ultimi mesi, tuttavia, la questione ha assunto una dimensione diversa, perché alla vendita di falsa droga si sono aggiunti episodi di conflitto tra gruppi di venditori.
Il caso più grave si è verificato il 10 agosto 2026, quando una turista svedese è stata colpita da un proiettile vagante durante uno scontro tra due gruppi che si dedicavano alla vendita di louro prensado come se fosse droga. Un’arma da fuoco è stata utilizzata durante il confronto.
A settembre, tre uomini sospettati di essere coinvolti nell’episodio sono stati arrestati dalla Polícia Judiciária.
L’episodio ha riportato il fenomeno al centro del dibattito sulla sicurezza nella capitale.
La PSP chiede da tempo una modifica della legge
Dopo l’episodio di agosto, la Polícia de Segurança Pública (PSP) ha chiesto esplicitamente una modifica della legislazione.
Secondo la polizia, il problema esiste da oltre vent’anni e l’attuale quadro giuridico rende più complicato intervenire contro chi vende prodotti innocui presentandoli come stupefacenti.
La PSP ha spiegato di aver già cercato di utilizzare le norme relative alla vendita ambulante senza licenza, ma considera questo strumento poco efficace. La polizia ha inoltre continuato a effettuare controlli, identificazioni e sequestri di prodotti venduti illegalmente nello spazio pubblico.
Secondo i dati forniti dalla PSP, il Comando Metropolitano di Lisbona ha arrestato 925 persone nel 2025 per traffico e/o possesso di stupefacenti, mentre nel primo semestre del 2026 gli arresti per gli stessi motivi erano già stati 506. La polizia sottolinea quindi che il problema della droga vera e propria rimane distinto da quello della falsa droga.
Cosa vuole fare il Governo
Il 18 settembre il ministro dell’Amministrazione interna, Luís Neves, ha annunciato che il Governo sta preparando una modifica legislativa specifica.
L’obiettivo è creare una fattispecie propria di truffa, configurata come reato pubblico, destinata alla vendita di sostanze che vengono presentate come stupefacenti pur non essendolo.
In altre parole, non si tratterebbe di trasformare l’alloro, il gesso o il talco in sostanze illegali. Il comportamento che si vuole colpire è l’inganno, cioè vendere intenzionalmente un prodotto facendo credere al compratore che si tratti di una droga e ottenendo denaro attraverso questa falsa rappresentazione.
Il Governo ritiene che una norma specifica permetterebbe alle forze dell’ordine di intervenire con maggiore chiarezza nello spazio pubblico.
La proposta, però, non è ancora una legge in vigore. Il Governo ha annunciato che sta lavorando alla modifica legislativa, ma il testo definitivo dovrà ancora essere definito e seguire il normale iter previsto per l’approvazione delle nuove norme.
Esiste davvero un “vuoto legale”?
È uno degli aspetti più discussi della vicenda.
Il Governo e la PSP parlano di una situazione che presenta una ambiguità o insufficienza dell’attuale quadro penale, perché la sostanza venduta non è tecnicamente una droga. Questo rende impossibile applicare semplicemente le norme previste per il traffico di stupefacenti.
Ma non tutti gli esperti di diritto condividono l’idea che esista un vero e proprio vuoto legislativo.
Alcuni penalisti interpellati dal Diário de Notícias hanno sostenuto che la vendita di una sostanza innocua presentandola come droga può già configurare il reato di truffa. Secondo questa interpretazione, quindi, il problema non sarebbe l’assenza totale di uno strumento penale, ma piuttosto la necessità di rendere più chiaro e specifico il modo in cui questa particolare attività deve essere perseguita.
È una distinzione importante: la futura legge non nascerebbe necessariamente perché oggi “si può vendere falsa droga senza rischiare nulla”, ma perché Governo e forze di sicurezza ritengono che serva uno strumento più diretto e inequivocabile.
Anche in Parlamento era già arrivata una proposta
L’annuncio del Governo arriva dopo che il tema era già entrato nel dibattito parlamentare.
Ad agosto, Iniciativa Liberal aveva presentato un progetto di legge per criminalizzare la fabbricazione, il possesso destinato alla vendita e la vendita di imitazioni di stupefacenti presentate come autentiche.
La proposta prevedeva una pena fino a un anno di carcere nei casi contemplati dal nuovo reato. Il progetto era stato presentato dopo l’episodio della turista ferita nella Baixa.
La proposta del Governo segue quindi un dibattito che era già iniziato a livello politico e istituzionale.
Un problema che va oltre la truffa ai turisti
A prima vista potrebbe sembrare semplicemente una forma di truffa ai danni di chi visita Lisbona.
Per le autorità, però, la questione è più ampia.
La presenza di numerosi venditori nelle zone centrali può essere associata a vendita ambulante illegale, importunazione dei passanti e occupazione dello spazio pubblico. In alcuni casi, inoltre, possono verificarsi conflitti tra gruppi che operano nello stesso territorio.
La Câmara Municipal de Lisboa ha sostenuto la necessità di una modifica della legge proprio dopo la sparatoria di agosto e ha collegato il fenomeno anche alla percezione di insicurezza nella Baixa.
Il Comune aveva inoltre comunicato che nel 2025 la Polícia Municipal aveva effettuato 6.581 sequestri di prodotti destinati alla vendita ambulante illegale, accompagnati dallo stesso numero di verbali per violazioni amministrative. Di questi, 4.857 riguardavano la freguesia di Santa Maria Maior, dove si trova la Baixa.
Questi numeri, però, riguardano la vendita ambulante illegale nel suo complesso e non equivalgono al numero di casi di falsa droga.
Un fenomeno che può creare anche confusione
La PSP ha sottolineato un altro aspetto curioso della vicenda: la presenza dei venditori di louro prensado può dare a chi visita Lisbona l’impressione che nelle strade del centro sia presente un’attività di spaccio molto più estesa di quella effettivamente rappresentata dal fenomeno della droga falsa.
Questo non significa che a Lisbona non esista traffico reale di stupefacenti. La polizia continua a effettuare arresti e sequestri di cannabis, cocaina, eroina e altre sostanze.
La falsa droga è però un fenomeno distinto: il venditore non sta necessariamente cercando di distribuire uno stupefacente, ma di convincere il cliente che lo sia.
Cosa potrebbe cambiare
Se la modifica legislativa annunciata dal Governo verrà approvata, chi vende intenzionalmente prodotti innocui presentandoli come droga potrebbe essere perseguito sulla base di una norma costruita specificamente per questo comportamento.
Per la PSP questo permetterebbe di intervenire con maggiore chiarezza. Per il Governo servirebbe invece a eliminare quella che viene descritta come una zona grigia dell’attuale legislazione.
Resta da capire quale sarà il testo definitivo della norma, quali saranno esattamente le condotte punibili e quali sanzioni verranno previste.
Nel frattempo, il louro prensado continua a essere uno dei fenomeni più particolari legati al centro turistico di Lisbona: un prodotto che sembra droga, viene venduto come droga, ma droga non è.
E proprio questa differenza, apparentemente paradossale, è diventata ora una questione di legge e di sicurezza nella capitale portoghese.