Purgatório, il paesino dell’Algarve dove gli uomini andavano a bere e le mogli li mandavano all’Inferno
In Algarve esiste un piccolo paesino che si chiama Purgatório. Sì, proprio così: Purgatorio. E dietro questo nome decisamente particolare non c’è una leggenda medievale, né un antico cimitero, né tantomeno una storia di fantasmi. C’è una taberna, qualche bicchiere di vino e, soprattutto, la pazienza messa alla prova di alcune mogli.
Se Dante avesse attraversato l’Algarve invece della Toscana, probabilmente avrebbe trovato materiale sufficiente per aggiungere un nuovo capitolo alla Divina Commedia. Non avrebbe incontrato anime tormentate dalle fiamme, però: avrebbe trovato uomini seduti in una taverna, intenti a bere e chiacchierare, mentre a casa qualcuno aspettava il loro ritorno.
Benvenuti a Purgatório, una piccola località appartenente alla freguesia di Paderne, nel comune di Albufeira, nell’Algarve.
Il nome è talmente curioso da essere diventato una delle piccole stranezze della geografia portoghese. Ma ancora più curiosa è la storia che, secondo la tradizione locale, si nasconde dietro quel nome.
Tutto cominciò con una taberna
Dobbiamo tornare indietro di circa duecento anni.
A quel tempo Purgatório era una piccola zona rurale dell’entroterra dell’Algarve e, secondo la tradizione, nella zona esisteva una taberna che rappresentava uno dei principali punti di ritrovo della comunità.
La domenica, dopo la messa celebrata a Paderne, gli uomini della zona erano soliti fermarsi lì per bere qualcosa e conversare.
Fin qui, nulla di particolarmente sorprendente.
Il problema era che quel “bere qualcosa” poteva trasformarsi facilmente in una permanenza molto più lunga del previsto.
Un bicchiere diventava due, due diventavano tre e le chiacchiere continuavano. Nel frattempo, a casa, le mogli aspettavano.
E aspettavano.
E aspettavano ancora.
Fino a quando la pazienza finiva.
Secondo la storia tramandata localmente, alcune mogli arrivavano a dover andare personalmente alla taberna per recuperare i mariti, spesso insieme ai figli.
Ed è proprio qui che sarebbe nato il nome Purgatório.
“Quella casa è il nostro Purgatorio”
La tradizione racconta che, riferendosi alla taberna dove i mariti trascorrevano ore e ore, qualcuno avrebbe esclamato:
“Aquela casa é o nosso Purgatório!”
In italiano:
“Quella casa è il nostro Purgatorio!”
Una battuta nata probabilmente per descrivere la frustrazione delle mogli, ma che avrebbe avuto un successo decisamente superiore alle aspettative.
Il nome rimase.
Prima per indicare la taberna, poi per identificare la zona circostante.
E così una lamentela domestica, nata davanti a qualche bicchiere di vino, sarebbe finita direttamente sulle mappe.
Non capita tutti i giorni.
Dante, abbiamo un problema
A questo punto è praticamente impossibile non pensare a Dante.
Nella Divina Commedia, il Purgatorio è il luogo in cui le anime devono espiare i propri peccati prima di poter raggiungere il Paradiso.
A Purgatório, invece, la situazione era decisamente più terrena.
Gli uomini espiano i loro peccati… tornando a casa.
Le mogli rappresentano una sorta di giudizio universale.
E la taberna?
Beh, quella sembra essere stata la porta d’ingresso.
Se Dante fosse arrivato a Paderne, avrebbe probabilmente trovato una versione molto particolare del suo famoso contrappasso.
Hai bevuto troppo?
Devi affrontare la moglie.
Hai passato troppo tempo alla taberna?
Devi tornare a casa accompagnato dai figli.
Hai promesso che sarebbe stato “solo un bicchiere”?
Qui entriamo direttamente nel girone dell’Inferno.
E l’Inferno dov’era?
La domanda viene quasi da sola.
Se la taberna era il Purgatorio, dove si trovava l’Inferno?
Secondo una certa logica, probabilmente a casa.
Anche se immaginiamo che, dal punto di vista degli uomini, la situazione fosse leggermente diversa.
Il Paradiso, invece, forse arrivava quando finalmente riuscivano a sedersi a tavola per pranzo.
Naturalmente, stiamo giocando con la leggenda e con il significato del nome. Ma è proprio questo il bello della storia di Purgatório: dietro un toponimo apparentemente inquietante si nasconde una vicenda decisamente quotidiana e persino comica.
Purgatório si trova nell’Algarve più rurale
Purgatório appartiene alla freguesia di Paderne, nel comune di Albufeira, ma si trova lontano dall’immagine più conosciuta dell’Algarve.
Quando si pensa ad Albufeira vengono immediatamente in mente spiagge, scogliere, locali, turismo internazionale e vita notturna.
Paderne racconta invece un’Algarve completamente diverso.
Qui il paesaggio è quello dell’entroterra: colline, campagna, piccoli centri abitati e testimonianze della vita rurale tradizionale.
Ed è proprio questa parte meno conosciuta della regione a rendere interessante una visita.
Nei dintorni si trova anche il Castello di Paderne, una fortificazione di origine islamica costruita durante il periodo di dominazione musulmana della penisola iberica.
Insomma, mentre sulla costa l’Algarve ha costruito la propria fama internazionale grazie al mare, nell’entroterra sopravvive un patrimonio fatto di storia, tradizioni e piccoli luoghi capaci di raccontare storie molto particolari.
Come Purgatório.
Una storia che racconta la vita di un tempo
Al di là dell’ironia, la storia di Purgatório racconta anche qualcosa della società rurale dell’Algarve di circa due secoli fa.
La taberna non era semplicemente un posto dove bere.
Era un luogo di incontro, socializzazione e conversazione. In un’epoca in cui non esistevano smartphone, social network o televisione, questi locali rappresentavano uno degli spazi principali in cui le persone potevano incontrarsi.
La domenica, dopo la messa, era quindi naturale fermarsi a parlare.
Il problema era evidentemente capire quando fosse il momento di andare via.
E a quanto pare, alcuni uomini non erano particolarmente bravi in questa attività.
Le mogli, invece, sembravano avere un concetto molto più preciso dell’orario del pranzo.
Quando una battuta diventa storia
La cosa più affascinante è che il nome Purgatório sarebbe nato da una frase ironica pronunciata nella vita quotidiana.
Non da un decreto.
Non da un personaggio importante.
Non da una battaglia.
Non da un evento storico.
Da una battuta.
Eppure quella battuta è sopravvissuta per generazioni, trasformandosi in un vero e proprio toponimo.
È un esempio perfetto di come la storia dei piccoli luoghi possa essere molto più curiosa di quella raccontata nei libri di scuola.
Perché mentre le grandi città conservano i nomi di re e conquistatori, qui una piccola località dell’Algarve porta il nome che, secondo la tradizione, alcune mogli diedero alla taberna dove i loro mariti passavano troppo tempo.
Se Dante fosse passato dall’Algarve…
Immaginiamo allora Dante arrivare a Paderne.
Dopo aver attraversato l’entroterra dell’Algarve, vede un cartello:
PURGATÓRIO
Si ferma.
Guarda Virgilio.
“Ma siamo già nell’aldilà?”
Virgilio scuote la testa.
“No, Dante. È solo un paesino dell’Algarve.”
“E perché si chiama così?”
“Perché duecento anni fa alcuni uomini bevevano troppo e non volevano tornare a casa.”
Dante riflette.
Poi prende la penna.
E aggiunge un nuovo canto alla Divina Commedia.
Questa volta, però, non ci sono anime penitenti.
Ci sono mariti seduti davanti a un bicchiere di vino mentre, all’ingresso della taberna, le loro mogli li aspettano con lo sguardo di chi ha già preparato mentalmente il proprio contrappasso.
Il Purgatorio più curioso del Portogallo
Oggi Purgatório è soprattutto una piccola curiosità dell’Algarve, ma anche un esempio di come i nomi dei luoghi possano conservare frammenti della vita quotidiana di chi li ha abitati.
Dietro quel nome apparentemente solenne si nasconde una storia molto semplice: una taberna, degli uomini che si fermavano a bere e delle mogli che, prima o poi, andavano a recuperarli.
Una storia che potrebbe tranquillamente essere ambientata duecento anni fa oppure… ieri sera.
Perché alcune cose cambiano poco.
E forse la vera morale della storia di Purgatório è proprio questa:
mai sottovalutare quel famoso “beviamo solo un bicchiere”.
Potrebbe durare abbastanza da trasformare una semplice taberna in un Purgatorio.
E, se va particolarmente male, anche in una località dell’Algarve.