Perché in Italiano si dice “Fare il Portoghese” per chi non paga i biglietti?

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Hai mai sentito l’espressione italiana “fare il portoghese”? È una frase che probabilmente hai sentito usare per descrivere qualcuno che cerca di usufruire di un servizio senza pagare, come salire su un autobus senza biglietto o entrare a un evento gratis.

Ma da dove proviene questa espressione e perché si fa riferimento ai portoghesi? La sua origine è più interessante e intricata di quanto potresti immaginare. In questo articolo, esploreremo la storia dietro questa frase e sfateremo alcuni miti che la circondano.

Origine dell’espressione italiana “Fare il Portoghese”

L’espressione ha le sue radici nel XVIII secolo, precisamente a Roma, in un’epoca in cui il Portogallo era una delle nazioni più ricche d’Europa. Durante il regno di Giovanni V, il Portogallo organizzava eventi spettacolari nelle sue ambasciate in diverse città europee. Una di queste ambasciate era situata vicino al Teatro Argentina a Roma, e qui avvenne un curioso episodio che diede origine alla famosa frase.

Il Teatro Argentina e i Lusitani

Nel Settecento, l’ambasciata portoghese a Roma organizzava frequentemente spettacoli pubblici al Teatro Argentina, con ingresso gratuito per i cittadini portoghesi. Bastava dichiarare la propria nazionalità per poter accedere a questi eventi senza pagare. Tuttavia, alcuni romani astuti capirono presto che, fingendosi portoghesi, avrebbero potuto godere dello stesso trattamento e accedere gratis agli spettacoli.

Questo stratagemma divenne così diffuso che nacque l’espressione “fare il portoghese” per indicare chi cerca di scroccare un servizio senza pagarlo.

Miti e verità: Perché proprio i Portoghesi?

Molti si chiedono se i portoghesi fossero noti per evitare di pagare, ma la verità è che questa reputazione non ha nulla a che fare con una reale caratteristica del popolo lusitano. Si trattava semplicemente di un’opportunità sfruttata dai romani, che si avvalevano dell’ospitalità dell’ambasciata portoghese.

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Questo uso improprio del termine ha portato ingiustamente a identificare i portoghesi come “scrocconi,” anche se non vi è alcuna base storica per questo pregiudizio.

Un’altra versione della storia

Un’altra versione della storia, meno conosciuta, afferma che l’espressione deriverebbe da un’usanza romana più antica. Si racconta che, anche prima degli eventi del Settecento, i romani fossero soliti usare la nazionalità portoghese come scusa per evitare di pagare, probabilmente perché il Portogallo, essendo una nazione prestigiosa, godeva di certi privilegi in alcune occasioni pubbliche.

L’evoluzione dell’espressione “Fare il Portoghese”

Sebbene l’origine dell’espressione sia legata al Settecento, il termine ha resistito al tempo e si è diffuso in tutto il territorio italiano. Oggi, l’espressione “fare il portoghese” è comunemente usata in tutta Italia, anche se molti non conoscono la sua vera origine storica. Si è evoluta fino a diventare sinonimo di “scroccone” nel linguaggio comune.

Curiosità: Espressioni simili in altri paesi

Curiosamente, altre culture hanno espressioni simili per descrivere il comportamento di chi cerca di evitare il pagamento. In Spagna, ad esempio, esiste l’espressione “hacerse el sueco,” che letteralmente significa “fare lo svedese,” usata per descrivere chi finge di non capire qualcosa per evitare responsabilità. Questo dimostra come molte culture trovino modi creativi per indicare comportamenti furbi o opportunisti.

Una frase intrigante con una storia ricca

“Fare il portoghese” è un’espressione con radici storiche profonde che racconta un pezzo interessante della storia di Roma e del Portogallo. Mentre la frase ha subito distorsioni nel tempo, è affascinante vedere come un evento così specifico possa aver dato vita a un modo di dire che resiste ancora oggi.

La prossima volta che userai questa espressione, saprai esattamente da dove proviene e perché i portoghesi non hanno nulla da temere da questo curioso mito.

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Author

  • Alan De Ambrogi autore Portogallo lisbona magazine

    Residente a Lisbona dal 2020, laureato in marketing, coniuga la sua passione per i viaggi con l'amore per la scoperta di nuove culture. La sua penna trasmette esperienze uniche e riflessioni ispirate dai luoghi che esplora.

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